Dieci anni di una biblioteca digitale. Note MLOL dal Congresso Nazionale AIB

Immagine di Jamaps, CC BY-SA 4.0

Nel 2019 MLOL compie dieci anni. 10 anni sono tanto tempo, ma noi siamo solo all’inizio del processo di sviluppo, come emergerà chiaramente nel corso del 2019 con le novità che introdurremo sulla nostra piattaforma. La presentazione inclusa alla fine di questo post è un’anteprima sulle statistiche MLOL 2018 e un’analisi sul periodo 2011-2018 di alcuni fenomeni specifici. Ne ho parlato a Roma il 22 novembre scorso in occasione del 60 Congresso nazionale dell’AIB.

I dati MLOL sono molto buoni e la crescita di tutti i parametri base del servizio è evidente. L’elemento chiave che emerge, tuttavia, è una difficoltà delle biblioteche italiane a competere con il livello di servizio digitale delle realtà più avanzate (in primis il nord-america).

Negli ultimi anni, infatti, MLOL è cresciuta molto soprattutto in tutto il mondo “non-ebook” e in particolare sul servizio di edicola digitale che con i suoi 7.500 periodici commerciali da tutto il mondo e i 30.000 periodici storici indicizzati costituisce un servizio del tutto unico, una sorta di “Spotify” dei perodici che non ha equivalenti nel mercato retail. Continua a leggere

Formazione 2017. Un anno di corsi MLOL

L’anno che si conclude è stato, per noi di MLOL, quello in cui, tra i moltissimi altri progetti messi in cantiere o portati avanti, la formazione è diventata un punto centrale della nostra relazione con bibliotecari e utenti. Per raccontarvi da dove è arrivata questa idea della formazione online e come sia stata realizzata, però, abbiamo bisogno di fare un passo indietro.

Era partito tutto l’anno scorso, in realtà, con i molti webinar di Paola Pala dedicati alla presentazione del servizio MLOL Scuola per insegnanti, dirigenti scolastici e animatori digitali. Il successo di quegli eventi ci ha mostrato una grande opportunità e dato gli strumenti per estendere questo progetto anche agli operatori bibliotecari: e d’altra parte era logico e necessario avviare una comunicazione diretta e capillare con chi si interfaccia direttamente e ogni giorno con gli utenti – sono ormai più di 5.500 le biblioteche in Italia e all’estero che offrono il servizio MLOL. Qui di seguito vi raccontiamo cosa abbiamo fatto, senza dimenticare tutti gli eventi on-site che abbiamo tenuto in diversi sistemi bibliotecari, primi fra tutti quelli di presentazione del servizio EmiLib per le province di Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

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Biblioteche digitali: cerchi e spirali

A volte, per descrivere il modo in cui funziona MLOL, uso l’espressione “innovazione a ciclo continuo”. L’espressione è forse un po’ così ma il senso è per me molto concreto: da quando abbiamo iniziato a fare MLOL nel 2009, ogni singolo giorno lavorativo è stato usato per sviluppare qualcosa di nuovo che nel giro di 6 mesi/1 anno avrebbe spostato in avanti un componente importante (contenuti, user experience, backoffice, ecc.) della piattaforma.

È il modo in cui facciamo il nostro ciclo di loop e i cicli di loop – semplificando molto – si dividono in due tipologie fondamentali: i cerchi e le spirali.

Il nostro anno lavorativo è decisamente a spirale, non a cerchio. Il cerchio è una curva nella quale dopo un ciclo di loop si ritorna sempre al medesimo punto. La spirale invece è una curva aperta descritta da un punto che ruota intorno a un centro-origine fisso (il “polo”) e il punto aumenta o diminuisce la sua distanza da questa origine in base a una determinata regola. Nel nostro caso la distanza aumenta e ogni anno siamo quindi un po’ più avanti di dove eravamo l’anno prima. La regola è data dagli investimenti che facciamo: quanto più investiamo, tanto maggiore la distanza da dove eravamo un anno prima. Archimede approverebbe la metafora.

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Open data e open source per una biblioteca digitale aperta

Il tema del convegno delle Stelline di quest’anno era “La biblioteca aperta”, e ci è sembrato particolarmente indicato per raccontare a tutti la nostra versione di biblioteca aperta. O meglio: come stiamo costruendo la sezione di Risorse Open nei progetti MLOL, una biblioteca digitale che sia aperta, libera, partecipativa.
Al momento MLOL (nelle sue varie istanze: i portali bibliotecari e anche i portali MLOL Scuola) possiede infatti due principali collezioni:

  • una collezione composta di risorse commerciali (es. Edicola e ebook trade)
  • una collezione di Risorse Open, gratuite e con licenze aperte Creative Commons. Questa collezione è anche accessibile in un portale autonomo, chiamato openMLOL.


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OpenMLOL: il dibattito al Convegno delle Stelline

È quasi impossibile tirare le fila di tutto quello che è stato detto all’incontro delle Stelline dedicato a OpenMLOL. Come preventivato, la conversazione è stata vivace e informale, e quindi senza una forma e una direzione precise. Sono stati toccati moltissimi argomenti, a partire dalle stesse definizioni dei termini in questione: cosa vogliono dire “partecipazione”, “collaborazione”, “biblioteca digitale”, “comunità”. Una ricostruzione, seppur parziale, la potete trovare nello Storify della mattinata, un tweet dopo l’altro.

La mattinata è iniziata con la descrizione del progetto OpenMLOL com’è adesso: una collezione digitale aperta all’interno di MediaLibraryOnline. Un luogo dove trovare testi liberi da copyright, aperti a tutti, selezionati dal team di Medialibrary e dai molti bibliotecari che ci inviano suggerimenti e consigli. OpenMLOL cresce dunque dentro la biblioteca digitale, come nucleo aperto e libero per tutti.

La nostra domanda, però, nasce proprio qui: cosa fare ora? Come spingersi oltre una “semplice” collezione, per quanto ricca e libera? Con MLOL serviamo centinaia di bibliotecari, serviamo migliaia di utenti. Abbiamo dunque una piattaforma, una grande collezione, varie comunità. Come possiamo servire ancora meglio le nostra comunità, magari in maniera partecipata? Continua a leggere

OpenMLOL: un portale aperto per biblioteche pubbliche, accademiche, scolastiche

Una parte consistente delle risorse presenti in MLOL fanno parte della Collezione Open: sono libri (ma anche musica, film, lezioni) “aperti”, cioè fuori dal copyright, con licenze Creative Commons o comunque liberamente scaricabili o accessibili per tutti.

La collezione Open costituisce uno dei patrimoni più importanti della nostra biblioteca digitale ed esplicita il desiderio di MLOL di offrire il più possibile accesso all’informazione, aperta a tutti, senza distinzione.

openMLOL

OpenMLOL è il nuovo progetto di Horizons Unlimited dedicato esclusivamente all’arricchimento di questa collezione. Per il momento, questo servizio è del tutto integrato dentro MLOL: stiamo espandendo la collezione di “ebook open”, trovando sempre nuove collezione aperte e importandole dentro la nostra biblioteca digitale. Ma ci saranno musica, video, film, spartiti musicali, testi ed articoli scientifici. App, videogiochi, MOOC e corsi universitari. Persino open data delle biblioteche.

Quello che vorremmo fare, però, è non fermarci qui. Continua a leggere

Contenuti digitali italiani per l’università

Nicola Cavalli curerà l’evento “MLOL per le biblioteche accademiche: esperienze in corso e prospettive” in occasione del prossimo Convegno delle Stelline. Per partecipare alla sessione, è richiesta l’iscrizione all’indirizzo info@medialibrary.it.

Uno dei mantra più comuni quando si parla di università italiana è relativo ai tagli sui budget ed alla poca capacità di spesa rimasta. Se però andiamo a guardare le cifre spese per i contratti di licenze delle riviste elettroniche vediamo come non si parli certo di cifre piccole. Come si può approfondire in un articolo di Rue89, supplemento de le Nouvel Observateur, la cifra concordata per 5 anni, per l’accesso alla versione elettronica di un grosso corpus di riviste, da parte dei consorzi francesi con Elsevier è di 172 milioni di Euro. Quasi 35 milioni di Euro annui, per un solo gruppo editoriale. Le cifre dei contratti con gli altri editori principali sono probabilmente simili. Continua a leggere

Il dibattito USA su ebook, subscription e biblioteche: link utili in vista del Convegno delle Stelline

Il 12 e 13 marzo, in occasione del Convegno delle Stelline a Milano, parlerò di cosa significhi per il mondo delle biblioteche l’emergere di servizi quali Kindle Unlimited, Scribd, Oyster, 24Symbol e mille altri che stanno nascendo nel mondo (e in Italia).

Se ne dibatterà in modo approfondito già il giovedì alle ore 14 in Sala Leonardo, in un evento organizzato da MLOL cui parteciperanno alcuni bibliotecari, distributori digitali, AIE e alcuni tra i più importanti editori e gruppi editoriali italiani (Mondadori, Gems, Giunti, Mulino, Feltrinelli, Laterza); ne discuterò ancora il giorno successivo, nella sessione pomeridiana cui prenderanno parte anche Gino Roncaglia e Andrea Zanni.

I materiali dei vari interventi saranno resi disponibili nel corso del convegno, ma nel frattempo chi volesse approfondire il tema può dare un’occhiata al modo in cui il dibattito è stato affrontato negli USA, a partire dalle letture consigliate qui sotto.

La mia idea – lo dico subito – è diversa e più radicale di quanto emerge in questa discussione. Ma non voglio anticiparla qui: l’appuntamento è a Milano, il 12 e 13 marzo (qui il programma di tutti gli eventi organizzati da MLOL per l’occasione).

Giulio Blasi Continua a leggere

Sogno o incubo? Una nota a proposito di OPAC, #nuovosbn, digital lending, API, dati aperti e antitrust. E disruption

“Il titolo è ovviamente uno scherzo per dare il senso degli obiettivi piuttosto ampi di questa brevissima nota. In modo non sistematico (ma spero ordinato), cercherò di riassumere alcune idee relative alle relazioni tra apertura dei dati, biblioteche digitali (in particolare quando contengono materiali coperti da copyright gestiti attraverso sistemi di “digital lending”) e funzionamento del mercato dei contenuti nel segmento delle biblioteche. Si tratta di appunti di lavoro e il loro obiettivo è quello di ottenere feedback critico.”

Giulio Blasi

(continua a leggere su Bibliotime, luglio 2013)

IFLA e i principî del prestito digitale in biblioteca

È di questi giorni la pubblicazione dei “Principles” di IFLA sul prestito digitale in biblioteca, sul modo cioè in cui le biblioteche possono, o meglio dovrebbero potere (dato che non si tratta di principî universalmente accolti da editori/distributori), acquistare ebook per immetterli nel circuito dell’uso pubblico in biblioteca. Qui il link al documento (che riproduco per comodità anche in basso, alla fine di questo post):

http://www.ifla.org/node/7418

È un documento importante perché ci consente di riflettere sullo stato dell’arte della diffusione di ebook in biblioteca a partire da una realtà matura (ma nient’affatto “risolta”, anzi) come quella americana. Una realtà nella quale il 90% delle biblioteche pubbliche e il 100% delle biblioteche accademiche offrono servizi di prestito digitale. Una realtà nella quale discussioni generalissime (e francamente un po’ stucchevoli) come quelle innescate da Coffman di recente, sono sostanzialmente superate a favore di un lavoro pragmatico di progettazione e ricerca come quelli in atto nel progetto DPLA o in realtà come Open Library o Hathi Trust e tante altre ancora in gran parte assenti in Europa. Per non parlare del mercato, decisamente più avanti del nostro. A titolo di esempio, ecco un update di Sue Polanka sugli operatori USA del digital lending: http://www.libraries.wright.edu/noshelfrequired/2013/02/08/ebook-updates-and-must-reads-from-alamw-conference/.Da quando, con i miei colleghi della Horizons, abbiamo lanciato MLOL il nostro riferimento è stato costantemente la realtà USA. Non si tratta di una posizione “snobistica”. Si tratta della semplice presa d’atto che siamo in ritardo e che dobbiamo elaborare le nostre scelte studiando bene quello che altrove è stato realizzato. Questo lo spirito che muove i commenti seguenti ai “Principî” di IFLA. Dove siamo noi in Italia? E dove si colloca esattamente MLOL? Continua a leggere