MLOL 2020. Numeri ed evoluzione della piattaforma

La nuova homepage di MLOL

 


1. NUMERI


Il lockdown ha inciso in modo importante sui numeri MLOL del 2020. Ho analizzato questi dati anche altrove mostrando la differenza tra la “crescita organica” di MLOL e la crescita legata al lockdown. Oggi sappiamo però che una parte consistente della crescita legata al lockdown ha generato un numero importante di nuovi utenti stabili del servizio.

I numeri che ho riassunto nella tabella seguente mostrano che c’è stato un incremento notevole trainato da moltissimi nuovi utenti (+89,09 % rispetto al 2019) ma anche dal maggiore uso delle risorse (+102,56 % di prestiti/consultazioni rispetto al 2019) e dall’aumento delle visite (+ 107,68% di accessi) incentivato probabilmente dalla riduzione degli altri canali di prestito delle biblioteche.

Una tabella di analisi dei dati MLOL

Dati percentuali relativi al periodo 1 gen 2020–31 dic 2020 (in rapporto al medesimo periodo del 2019)

Il seguente grafico mostra l’andamento degli utenti giornalieri nel 2019 e nel 2020. La curva mostra chiaramente il picco del primo lockdown, la stabilizzazione di parte dell’aumento nel resto dell’anno, il nuovo picco in corrispondenza con il secondo lockdown (in corso mentre scrivo).

incremento degli utenti unici giornalieri

utenti unici giornalieri su MLOL (1 gen 2019–31 dic 2020)

Val sempre la pena ricordare che i numeri MLOL non rappresentano in modo preciso la domanda effettiva di servizi da parte degli utenti per una serie di fattori frenanti di cui mi limito a citare i principali:

  • la difficoltà di iscrizione rispetto ad altri servizi online poiché al nuovo utente che vuole iscriversi a MLOL viene richiesto di andare fisicamente in biblioteca. L’ostacolo è stato rimosso da moltissime biblioteche nel periodo del lockdown e questa è sicuramente una delle ragioni dell’espansione del numero di utenti nell’ultimo anno, forse più del lockdown stesso! In questi mesi l’obbligo di recarsi fisicamente in biblioteca per accedere alla biblioteca digitale sta per essere ripristinato quasi ovunque. E’ un peccato perché si dovrebbe al contrario cercare di migliorare le modalità di iscrizione online;
  • mentre la biblioteca analogica mette limiti al numero di prestiti contemporanei ma non al numero massimo di prestiti mensili che gli utenti possono fare, nel caso della biblioteca digitale esiste una restrizione significativa del numero massimo di prestiti digitali che un utente può fare. In genere — per quanto riguarda gli ebook — è un numero compreso tra 2 e 4 prestiti mensili digitali a fronte di un massimale di prestiti fisici contemporanei (ma che posso reiterare n volte nel corso del mese) tra i 5–10. Considerando che la grandissima parte dei prestiti di una biblioteca viene in genere fatta da un sottoinsieme di lettori forti (nell’ordine del 20% dell’utenza complessiva), si capisce come la partita tra analogico e digitale sia decisa in partenza dalle regole di prestito;
  • infine, la carenza nella formazione digitale dei bibliotecari (si veda a titolo di esempio l’indagine ISOB sul fabbisogno formativo dei bibliotecari realizzata in collaborazione con CSBNO e altri sistemi bibliotecari). Questo è probabilmente l’ostacolo più significativo a quella che altrove ho definito la “digital transformation” delle biblioteche, un problema che riguarda non solo il tema dell’accesso alle risorse digitali e al peso che queste hanno nell’economia complessiva delle transazioni delle biblioteche ma anche molto più estesamente l’evoluzione dei processi organizzativi interni delle biblioteche, l’uso dei “big data” specifici del mondo bibliotecario al fine di erogare nuovi servizi, la comunicazione interna ed esterna delle biblioteche.

2. GLI SVILUPPI DELLA PIATTAFORMA MLOL DURANTE IL LOCKDOWN


Il lockdown e la crescita dell’utenza hanno costretto il team di MLOL a riorganizzarsi rapidamente con gli strumenti ovvi: smartworking (come quasi tutti in Italia), potenziamento dell’infrastruttura, nuovi dipendenti (a partire da inizio 2021). Il 2021 ci costringerà ad altri passaggi organizzativi interni cruciali in termini di qualità e certificazione dei processi. Ma di questo riparleremo tra un anno. Quello che è certo invece è che il 2020 non è stato un anno in cui ci siamo limitati a guardare alla finestra i nuovi utenti che arrivavano. E’ stato invece un anno di innovazioni e sviluppi importanti che credo sia importante ripercorrere brevemente.

2.1. Espansione della collezione “pay per loan”

È aumentato enormemente il numero di editori che offrono ebook alle biblioteche con il modello “pay per loan”. Questo modello (che è stato originariamente sviluppato e utilizzato soprattutto nelle biblioteche scandinave) permette alle biblioteche di offrire ai propri utenti un servizio che elimina l’attrito delle code di prenotazione e le limitazioni sul numero di utenti contemporanei di un ebook. Gruppo Mondadori (tutto il catalogo), Feltrinelli (sui titoli pubblicati da più di 24 mesi), Newton Compton, Harper Collins, Gruppo Giunti, De Agostini, Mulino, e tantissimi altri editori offrono ormai questo modello su MLOL come alternativa (o in modo complementare) al modello “one copy one user”.

Potreste pensare che si tratti di faccende tutto sommato secondarie rispetto alle esigenze degli utenti. Beh non è così. Provate a guardare la cosa dal punto di vista di un insegnante o di uno studente in un istituto scolastico che abbia aderito a “MLOL Scuola”: ebbene, per loro sarebbe possibile avere in prestito in qualunque momento, senza code di prenotazione, uno qualsiasi dei titoli in catalogo degli editori sopra citati.

In sintesi, i vantaggi del modello “pay per Loan” sono i seguenti:

  • consente di sfruttare appieno le potenzialità del libro digitale. Trattandosi di contenuti digitali, infatti, gli utenti non si spiegano il perché delle code di prenotazione;
  • evita attese lunghe sui best seller del momento;
  • consente ai gruppi di lettura e alle classi di lavorare contemporaneamente su uno stesso testo, ad esempio in vista dell’incontro con un autore.

2.2. Nuove app (accessibili) basate sul nuovo DRM “Readium LCP”

La storia del prestito digitale bibliotecario in Europa a partire dal 2010 (ma la stessa discussione era stata fatta in precedenza negli USA) è stata accompagnata da polemiche e discussioni sui software di “Digital Rights Management” e in modo particolare sul più diffuso di questi, o almeno del più diffuso in ambito bibliotecario, il DRM Adobe. Qui ad esempio c’è un mio articolo del 2010. La novità degli ultimi anni è stata lo sviluppo di un nuovo sistema di protezione non più legato a una società privata e a una piattaforma proprietaria chiusa. Si tratta di “Readium LCP” il nuovo sistema sviluppato dalla organizzazione no-profit EDRLab che è anche responsabile anche delle specifiche EPUB. “Readium LCP” è un sistema open source e sarà a breve uno standard (è in corso la certificazione con il codice ISO TS 23078). Il seguente schema (a cura di Valentina Ginepri) riassume le differenze principali tra i due sistemi.

Readium LCP vs. Adobe DRM

Confronto tra Readium LCP & Adobe DRM (a cura di Valentina Ginepri)

MLOL è la prima piattaforma italiana che adotta Readium LCP. Nel corso del 2020 abbiamo sviluppato tre app:

  • app desktop (per Win, Mac, Linux)
  • app iOS
  • app Android

Nel corso del 2021 le certificheremo (in collaborazione con la Fondazione LIA) per gli utenti con disabilità visive e le metteremo a disposizione del pubblico.

Si tratta di una manovra complicata perché ci obbligherà a pensare un sistema “bi-modale” per qualche anno. Non potremo infatti fare un passaggio completo al solo Readium LCP finché gli e-reader non offriranno tutti l’accesso attraverso il nuovo DRM. Al momento, solo Tolino e Bookeen danno il supporto mentre non abbiamo news al riguardo da parte di Kobo che è l’e-reader più utilizzato dai nostri utenti.

2.3. Sperimentazione di deposito legale digitale e prestito on site presso la BNCR

La prima biblioteca che utilizzerà le nostre nuove app è la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dove abbiamo messo su una sperimentazione del flusso di deposito legale che include anche un sistema di accesso gratuito on site ai titoli in deposito realizzato appunto con il nuovo DRM e le app MLOL. La sperimentazione sarà accessibile agli utenti presso la sede della BNCR appena le disposizioni sulla chiusura al pubblico lo consentiranno.

2.4. MLOL per le collezioni digitalizzate della biblioteca

Nel 2020 abbiamo messo a punto un nuovo componente dell’offerta MLOL che diventerà sempre più importante nel corso dei prossimi anni. Parliamo della possibilità di integrare all’interno dei portali MLOL le collezioni digitalizzate delle biblioteche. Il portale della Estense Digital Library è solo la prima applicazione di una nuova infrastruttura (basata in modo sostanziale sul protocollo IIIF). Ho già scritto di questo in precedenza e mi limito quindi a pochi cenni telegrafici.

Estense Digital Library

Una pagina interna del portale “Estense Digital Library”

Le biblioteche che aderiscono a MLOL e che sono interessate alle nuove funzionalità potranno utilizzare queste nuove opportunità gratuitamente. Il nostro obiettivo è quello di offrire alle biblioteche una piattaforma in grado di gestire a 360 gradi le tre fonti di risorse digitali essenziali per la costruzione di una “digital library”:

  • le risorse interne della biblioteca che sono state digitalizzate
  • i contenuti commerciali acquisiti in licenza dagli editori attraverso MLOL
  • le risorse digitali aperte che provengono da altri istituti culturali in Italia e nel mondo (quello che su MLOL chiamiamo “MLOL Open”)

2.5. Il nuovo portale MLOL: ricerca avanzata, storie IIIF, una nuova navigazione dell’open

Lunedì 14 dicembre MLOL ha cambiato la sua veste grafica e ha aggiunto molte funzionalità importanti. Partiamo dalla Home Page, che è uno dei punti essenziali della nuova interfaccia. Abbiamo introdotto diverse migliorie: la funzionalità di ricerca, che permette subito di cercare risorse desiderate per titolo e autore; una funzione di ricerca avanzata; la possibilità di gestire dei contenuti editoriali aggiuntivi. La Home sarà accessibile anche dopo aver effettuato il login, a differenza di quella attuale (nel menu della sezione Esplora abbiamo appunto introdotto anche un tasto Home).

Passiamo quindi alla sezione Esplora del sito. La cosa più importante è che vi si troverà subito un modulo dedicato alle risorse Open: questo renderà più visibile la collezione che nella versione precedente non risultava adeguatamente promossa dall’interfaccia. I bibliotecari potranno comunque personalizzare — come già fanno oggi — la sezione Esplora con dei moduli dedicati a selezioni di contenuti dal catalogo (liste e ricerche).
I moduli possono essere inoltre inclusi in siti terzi attraverso le API MLOL. Infine, la parte contenutisticamente più importante di tutte.

Nel corso del 2020 abbiamo sviluppato una serie di funzionalità per la navigazione delle risorse image-based della collezione Open basate sul protocollo IIIF: le Storie sono la prima di queste funzionalità nel nuovo portale MLOL. Le Storie sono una sorta di presentazione, uno strumento che permette di creare percorsi narrativi all’interno di un’immagine o tra dettagli di immagini anche appartenenti a documenti differenti.

Storie IIIF

Schermata di una storia IIIF creata da un utente MLOL

Per visualizzare meglio le cose che sto scrivendo è utile:

2.6. L’evoluzione della collezione OPEN su MLOL

Il protocollo IIIF cambia tutto nella logica di costruzione della collezione OPEN di MLOL. Non si tratta più solo di aggregare metadati di risorse digitali aperte di qualità sul web. Selezionando e aggregando le risorse che le istituzioni culturali nel mondo offrono in modalità IIIF, inseriamo queste risorse in un ciclo di servizi che la piattaforma MLOL mette a disposizione. I primi due servizi sono:

  • la possibilità di includere queste risorse nelle storie create dall’utente
  • la possibilità di visualizzare in un viewer più oggetti per metterli in comparazione tra loro

Ma quanti sono i documenti IIIF su MLOL? Ad oggi (7 gennaio 2021) 1.108.114 documenti corrispondenti (è una stima) a circa 100 mln di immagini digitalizzate. Più della metà della collezione OPEN di MLOL. Qui la lista completa suddivisa in tipologie. Ricordo anche che la maschera di ricerca avanzata di MLOL consente oggi di filtrare i documenti IIIF nel catalogo MLOL.

RICERCA

La nuova maschera di ricerca avanzata di MLOL e il check per filtrare le risorse IIIF

Ma è solo l’inizio di un processo che nei prossimi mesi si focalizzerà appunto sulla aggregazione delle risorse IIIF più interessanti dalle biblioteche digitali di tutto il mondo e sullo sviluppo a ciclo continuo di nuovi servizi messi a disposizione degli utenti MLOL per sfruttare tali risorse in un’attività di produzione di contenuti a scopo di ricerca, didattico, di intrattenimento e formazione.


3. CONCLUSIONI


Il 2020 è stato un anno complicato in cui la nostra metodologia di lavoro, che consiste nello sviluppare/sperimentare a ciclo continuo nuove caratteristiche e direzioni di uso della piattaforma, ha dovuto adattarsi al lockdown e a una crescita anomala di utenti finali e clienti mentre, contemporaneamente, si continuava a sviluppare la piattaforma con nuove risorse e servizi.

“Adesso quindi vi mettete calmi per un po’?”
Sarebbe bello ma non si può.

Una piattaforma come MLOL crescendo genera nuova complessità e a questa complessità crescente si reagisce con nuovi strumenti e servizi. Ma questi ultimi, manco a dirlo, generano a loro volta complessità nuova e spesso imprevista da gestire. E’ per questo che ho descritto qualche anno fa il nostro sviluppo a ciclo continuo come una spirale (uno sviluppo che allarga sempre più il suo raggio di azione) e non come un cerchio (uno sviluppo che rimane focalizzato sempre sulla stessa cosa).

I cerchi sono belli e ispirano fiducia.
Ma anche le spirali sono niente male.
Buon 2021 🙂

Giulio Blasi
blasi@horizons.it


Le puntate precedenti:

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