Dieci anni di una biblioteca digitale. Note MLOL dal Congresso Nazionale AIB

Immagine di Jamaps, CC BY-SA 4.0

Nel 2019 MLOL compie dieci anni. 10 anni sono tanto tempo, ma noi siamo solo all’inizio del processo di sviluppo, come emergerà chiaramente nel corso del 2019 con le novità che introdurremo sulla nostra piattaforma. La presentazione inclusa alla fine di questo post è un’anteprima sulle statistiche MLOL 2018 e un’analisi sul periodo 2011-2018 di alcuni fenomeni specifici. Ne ho parlato a Roma il 22 novembre scorso in occasione del 60 Congresso nazionale dell’AIB.

I dati MLOL sono molto buoni e la crescita di tutti i parametri base del servizio è evidente. L’elemento chiave che emerge, tuttavia, è una difficoltà delle biblioteche italiane a competere con il livello di servizio digitale delle realtà più avanzate (in primis il nord-america).

Negli ultimi anni, infatti, MLOL è cresciuta molto soprattutto in tutto il mondo “non-ebook” e in particolare sul servizio di edicola digitale che con i suoi 7.500 periodici commerciali da tutto il mondo e i 30.000 periodici storici indicizzati costituisce un servizio del tutto unico, una sorta di “Spotify” dei perodici che non ha equivalenti nel mercato retail.

In questo modo nel 2018 MLOL supererà i 10 milioni di transazioni. 10 milioni di transazioni sono l’equivalente di quanto performano dieci grandi sistemi bibliotecari in un anno. Solo che di questi 10 milioni solo 660.000 saranno costituite da richieste di ebook, il 6,6%. Significa quindi che i libri digitali, gli ebook, costituiscono solo il 6,6% della domanda del pubblico MLOL? Ecco, no, proprio per nulla. Anzi è esattamente il contrario, e i numeri delle slide lo dicono molto chiaramente.

La domanda italiana di ebook è “compressa” dal fatto che le biblioteche italiane (per ragioni di budget ovviamente) limitano in media a 2-3 ebook al mese il massimo di titoli che un singolo lettore può prendere a prestito. E il risultato è 660.000 prestiti di ebook in tutta Italia in un anno (che è come dire il numero di prestiti di libri cartacei tipico di un grande sistema bibliotecario italiano).

Se prendiamo l’esempio di una grande biblioteca nord-americana, vediamo immediatamente una dinamica diversa. La Toronto Public Library (che menziono nelle mie slide) ha realizzato nel 2017 ben 4,7 milioni di prestiti di ebook, cioè più di 7 volte i prestiti di ebook che sono stati fatti da MLOL in tutta italia. I lettori canadesi sono dunque degli iperlettori-mandrake a confronto dei lettori italiani? Appena un po’ sì, forse. Ma la vera differenza che spiega questi numeri è molto più semplice. A Toronto un singolo lettore può avere in contemporanea un massimo di 30 ebook, in altri termini non ha limiti mensili prefissati se non quello di non avere in prestito – nello stesso tempo – più di 30 titoli diversi. Nel 2014 il budget della Toronto Public Library era di circa 2,8 mln $ (su un totale di spesa per le acquisizioni quell’anno di 14 mln $). E’ del tutto evidente che si tratta di livelli di spesa (sul cartaceo e sul digitale) che non hanno equivalenti in Italia.

Se MLOL avesse un simile regime di distribuzione dei prestiti ai propri utenti – è questo quello che ci dicono le statistiche MLOL che trovate nelle slide – avremmo tanti accessi all’edicola e agli altri media quanti agli ebook. Diciamo 20 milioni di transazioni fatte al 50% di ebook e al 50% di altri media. La proporzione che grosso modo libri e altri media mantengono nella biblioteca fisica.

Un non addetto ai lavori potrebbe osservare che anche in questo modo, anche se MLOL facesse 10 milioni di prestiti di ebook, ciò equivarrebbe a “solo” l’equivalente di 2 grandi biblioteche nord-americane, mentre MLOL offre il servizio a tutto il Paese. L’osservazione è sensata ma sfortunatamente l’impatto delle biblioteche nord-americane (cioè la percentuale di cittadini sul totale dei residenti che ogni anno va in biblioteca) è 4-5 volte superiore a quello italiano. Grosso modo, il 10% media in Italia contro il 50% medio in USA + Canada. Ma il tema dell’impatto bibliotecario e del modo in cui il digitale può aiutare ad estenderlo è un tema diverso, forse per un altro post.

Giulio Blasi

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